MEMORIAL
PARK
CULTURA E PAESAGGIO
Abbiamo creato un parco urbano utilizzando una scalinata centrale come elemento funzionale e distributivo, ma innanzitutto monumentale, per unire la città moderna all’antico cimitero rupestre, simboleggiando gli inevitabili attriti che ciò comporta. Il percorso ascendente si adatta alla morfologia naturale del sito, sottolineato dalle scelte botaniche. Il design della scala permette alla vegetazione locale di integrarsi realmente con l’architettura nelle spigolose “rotture” della pavimentazione, in contrasto con la forma morbida dei gradini. Il bianco delle lastre di pietra calcarea locale e dei tronchi di betulla è fortemente in opposizione al basalto scuro predominante nelle vicinanze.
La Betulla è sempre stata considerata “l’albero dell’inizio”: prepara la terra e anche l’anima. L’uso delle betulle, di grandi dimensioni e di giovani piante raccolte in piccoli boschi, aiuta a sottolineare la mutevolezza delle stagioni: dall’argento vibrante delle foglie nel periodo primaverile, all’atmosfera surreale durante le frequenti nevicate invernali.
Il progetto botanico mira a favorire la ricolonizzazione con specie endemiche, mantenendo il prato a nardeto, piantumando rosa caucasica e arbusti locali come il ginepro. Questo distretto ha subito gravi perdite del patrimonio arboreo e vegetale. Nella progettazione è stato importante ricreare un microhabitat per le specie animali, utilizzando specie adatte al clima ed ai suoli locali per ridurre al minimo gli interventi di manutenzione ed eliminare l’ irrigazione artificiale.
MEMORIAL PARK
CULTURA E PAESAGGIO
Abbiamo creato un parco urbano utilizzando una scalinata centrale come elemento funzionale e distributivo, ma innanzitutto monumentale, per unire la città moderna all’antico cimitero rupestre, simboleggiando gli inevitabili attriti che ciò comporta. Il percorso ascendente si adatta alla morfologia naturale del sito, sottolineato dalle scelte botaniche. Il design della scala permette alla vegetazione locale di integrarsi realmente con l’architettura nelle spigolose “rotture” della pavimentazione, in contrasto con la forma morbida dei gradini. Il bianco delle lastre di pietra calcarea locale e dei tronchi di betulla è fortemente in opposizione al basalto scuro predominante nelle vicinanze.
La Betulla è sempre stata considerata “l’albero dell’inizio”: prepara la terra e anche l’anima. L’uso delle betulle, di grandi dimensioni e di giovani piante raccolte in piccoli boschi, aiuta a sottolineare la mutevolezza delle stagioni: dall’argento vibrante delle foglie nel periodo primaverile, all’atmosfera surreale durante le frequenti nevicate invernali.
Il progetto botanico mira a favorire la ricolonizzazione con specie endemiche, mantenendo il prato a nardeto, piantumando rosa caucasica e arbusti locali come il ginepro. Questo distretto ha subito gravi perdite del patrimonio arboreo e vegetale. Nella progettazione è stato importante ricreare un microhabitat per le specie animali, utilizzando specie adatte al clima ed ai suoli locali per ridurre al minimo gli interventi di manutenzione ed eliminare l’ irrigazione artificiale.
